E i tecnici?
Quando ho iniziato ad interessarmi di tecnologia e nello
specifico nel settore informatico esistevano due tipologie di tecnici.
Il primo rappresentava una piccolissima percentuale ed era
definito come evangelista tecnologico.
Questi evangelisti erano persone con caratteri complessi e
costrutti mentali altrettanto complessi ma che usavano a proprio piacimento le
risorse tecnologiche per risolvere problemi o per proprio interesse e piacere.
Il più delle volte l’assenza di una tecnologia o di un
dispositivo li spronava a crearla.
Alcune scelte hanno avuto un seguito altre invece si sono
perse insieme al nome del suo creatore.
Gli altri erano meri esecutori o manutentori (meccanici)
delle enormi e complesse strutture tecnologiche.
Dopo ormai più di 30 anni il paradigma è cambiato.
Adesso gli evangelisti tecnologici sono venditori o smanettoni
che hanno prodotto una soluzione grazie al supporto di community online e che
dopo qualche anno si sono trasformanti in super manager che propongono a
pagamento un’idea realizzata da altri (la storia di Microsoft e Apple si ripete
ma nessuno oggi è interessato a denunciarla).
Gli illuminati, coloro che realmente producono innovazione e
concretizzano il futuro diventano delle ombre senza nome soffocate da
università , industrie e consorzi di ricerca.
La ricerca di uno standard, una lingua comune dopo anni di
idee oggi ha perso totalmente senso.
La babele di dialetti è proseguita senza mai fermarsi. Addio
standard.
Gli unici standard vengono dichiarati dai produttori e gli
organi preposti alla loro attuazione si sono assoggettati creando anno dopo
anno nuovi termini e nuovi standard.
Ricchezza? A me sembra confusione.
Unica pecca è che nel 2015 ci troviamo con enormi
potenzialità ma con una tecnologia ferma al decennio 1970-1980.
Nessun commento:
Posta un commento