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venerdì 22 febbraio 2013

L'aggiornamento del firmware

La nostra storia ha luogo in una fredda sala server nel pieno dell'estate e ovviamente di
venerdi` alle 17.00. Ero stato mandato a dar man forte per l'operazione di aggiornamento.
Tale aggiornamento prevedeva lo spegnimento di uno storage (per chi non lo sapesse, e`
come avere tantissimi Hard Disk tutti insieme) su cui tutta l'azienda condivideva i suoi
dati. Capite bene che se l'aggiornamento non avesse funzionato ci saremmo trovati a
lavorare tutto il weekend come degli schiavi sotto tortura.
Eravamo io ed un mio ex collega "Fabio". Le premesse erano buone, Fabio si era messo di
buon'ora la mattina per prepararsi all'evento del pomeriggio. Aveva studiato tutti gli
articoli ed i forum inerenti a questo lavoro. Aveva contattato le massime autorita` in
conoscenza storage per essere rassicurato, ed aveva raccolto i preziosissimi consigli del
suo capo :"Tranquillo Fabio, e` semplicissimo!!".
Lo storage sfortunatamente non aveva alcuna consolle collegata (monitor e tastiera),
quindi per poter operare avevamo bisogno di un portatile con una vecchissima porta
seriale. Ora provate a pensare quante incognite si aggiungevano per questa operazione:

1) La batteria del portatile quanto sarebbe durata?
2) Se l'aggiornamento non fosse andato a buon fine cosa fare?
3) Chi sarebbe intervenuto se noi ci fossimo bloccati per qualche motivo?

L'ansia era intrisa nell'aria che respiravamo ma Fabio per non mostrarla continuava a
ripetermi che era semplicissimo e che lo aveva fatto altre volte.
Arrivano le ore 17.00 e armati di portatile con cavo seriale, un foglio ed una penna (che
non devono mai mancare) e un giubbotto per non gelare. Entriamo in sala server, la
temperatura era ai limiti della sopravvivenza umana......ricordo un pinguino che si era
accucciato in un angolo per riscaldarsi un po' :-)
Fabio con sguardo temerario attraversa la sala server, appoggia il portatile su di un
tavolino e cerca di collegare il cavo seriale per fare il lavoro. Qui iniziano i
problemi, il cavo era talmente corto che non ci si poteva spostare a piu` di 1mt.
Allora intervengo io in suo aiuto, avvicinandogli il tavolino, ma nell'unico punto in cui
era possibile posizionare il tavolino c'era una specie di SuperPinguino Delonghi da 20
Megatoni di potenza con 8 ventole che sembravano cannoni sparaneve.
Posiziono il tavolino e corro dietro i server per scaldarmi un po'.
Fabio posiziona il suo portatile ed inizia a fare l'intervento per cui eravamo li.
L'operazione che doveva durare massimo 10 minuti era gia` in esecuzione da 40 minuti...
Il povero Fabio aveva i capelli bianco ghiaccio, gli occhiali con le stalattiti sotto e
tremava vistosamente. Ma il fatto che non riusciva a completare l'operazione lo faceva
sudare (sudore che ghiacciava all'istante sul suo volto).
Preso da compassione mi avvicino a Fabio (senza mai passare davanti ai superventoloni) e gli do un suggerimento :"Fabio contatta il tuo capo che e` il massimo esperto in materia, magari ti da la soluzione". Fabio con occhi languidi mi guarda e mi risponde :"Si ma che figura ci faccio? Pensera` che non sono capace".
La situazione stava diventando tragica. Lo storage non funzionava, il freddo aumentava e Fabio mostrava i primi sintomi di assideramento. Le labbra viola, le mani blu e le gambe tremavano. Provo con un secondo consiglio :"Fabio, normalmente il tuo capo risolve spegnendo tutto e riaccendendo tutto" e Fabio :"Ma no, impossibile, sicuramente conoscera` dei comandi astrali che ha compilato lui personalmente". Ormai era esausto e si decide a chiamare il suo capo..........
:"Pronto? Pronto capo? Qui non va nulla mi puoi aiutare?" ed il suo capo :"E` facilissimo, spegni tutto e accendi".
Erano ormai 2 ore che era li al freddo coi suoi rimorsi le sue paure e il suo freddo :D e sentirsi dare la risposta che gli avevo anticipato un'ora prima l'aveva lasciato di sasso.
A quel punto spegnamo tutto e riaccendiamo tutto e come per magia..................


giovedì 21 febbraio 2013

I Condizionatori della sala server

 La storia ha inizio in una calda giornata d'estate, la temperatura esterna si aggiornava sui 30 gradi centigradi e il caldo ricordava quello del deserto africano. Nonostante cio`, l'azienda in cui si svolge la nostra storia possedeva dei condizionatori a idrogeno liquido capaci di sviluppare potenze inimmaginabili. Pensate solo che la temperatura nella sala server si aggirava sui 5 gradi. Ora ammetto che chiunque stia anche solo un'ora all'aria aperta con quel caldo, non veda l'ora di una rinfrescatina, ma 5 gradi erano veramente troppo pochi!
Passa qualche ora e iniziano i primi allarmi dei server :"Temperature too low!! immidiate shut down" (traduco per chi non e` pratico: Temperatura troppo bassa, quindi spegnimento immediato del server).
Capite bene che la situazione andava sanata al piu` presto e bisognava far salire rapidamente la temperatura.
Come primo intervento mi reco in sala server e copro le griglie di immissione aria con un grandissimo cartone. Ovviamente non poteva essere una soluzione definitiva, allora essendo nuovo in quella societa`, decido di far intervenire un suo dipendente (Carbo) che sicuramente conosceva le procedure per alzare la temperatura nella sala server.
Qui, cari lettori inizia la storia vera e propria, per alcuni tratti paranormale! :-)
Chiamo Carbo e gli descrivo il problema, lui rimane attonito e immobile per circa 15 minuti con la tipica espressione del pensatore, senza dire una parola, senza muovere lo sguardo, insomma pietrificato in quella posizione!

Passati 15 minuti avverto una sua reazione! Inizia ad affaccendarsi con telefonate alle persone piu` disparate, congetture su possibili soluzioni e sudorazione fredda per l'accaduto.
Ci rechiamo in sala server io e il Carbo. Molto umilmente gli chiedo se banalmente non ci sia il tipico tastino + e - sul condizionatore per alzare la temperatura e qui parte la funambolesca risposta:
"No! Tu sei pazzo! Questi macchinari non hanno un bottone per alzare e abbassare la temperatura, sono tutti collegati tra loro con rete neurale. Ogni minima variazione viene avvertita dai nanodroidi che vivono in essi. Per poter intervenire bisogna utilizzare il telefono soto teca di vetro di Batman e contattare gli ingegneri della NASA." La procedura prevedeva che uno stuolo di ingegneri di differenti culture e paesi di provenienza si collegassero a questi macchinari per decidere quale sarebbe stato il miglior intervento da fare e per sincronizzare la temperatura dell'aria rispetto alle variazioni di unmidita` e pressione dell'aria esterna.
Sbigottito e devo ammettere anche un po' preoccupato da cotanta risposta, decido di non toccare assolutamente nulla e attendere l'intervento di questa squadra di specialisti.
Dopo circa una trentina di minuti si presentano in sala server una decina di persone, con i tipici abiti da lavoro, con le inequivocabili macchie da muratori e con lo sguardo non proprio dei piu` svegli.
Il Carbo prende subito le redini della situazione ed individuato il capo squadra inizia a interloquire con lui.
Carbo: "Allora, considerando i flussi convettivi di aria fredda e aria calda che si avvicendano creando una spirale vorticosa, vorrei sapere qual'e` il coefficiente angolare e come meglio intervenire per prevenire situazioni di instabilita` molecolare................etc........etc"
Caposquadra: "Scusa, non ho capito qual'e` il problema!"
Carbo: "Gli aspiratori dei server si trovano con aria che arriva col 20% di umidita` e non microfiltrata, quindi ne deduco che le colonne d'aria sovrastanti pesando un'atmosfera per centimetro quadro e bla bla bla..........."
A questo punto il caposquadra fa una corretta osservazione: "Fa troppo freddo???"
Carbo sbigottito da cotanta ignoranza risponde: "Si!"
A questo punto amici lettori, il caposquadra con fare sicuro si avvicina al megacondizionatore e con un gesto oserei dire magistrale, spinge l'interruttore di spegnimento!!! Si avete letto bene, ha banalmente schiacciato un bottone e il condizionatore si e` "giustamente" spento.
Io non riuscivo piu` a trattenere le lacrime dagli occhi, vi assicuro che non ho mai riso cosi` tanto in vita mia.
Carbo dopo questa scena e` tornato nel suo stato catatonico, anche lui non riusciva a comprendere cosa fosse sucesso.