Un giorno il responsabile presso il cliente di una
importante società di consulenza vedendo che la maggior parte dei
lavoratori della sua società preferiva non mangiare fuori a pranzo, vuoi
perchè la qualità dei bar nelle immediate vicinanze
non era delle migliori, vuoi perchè le ragazze preferivano portarsi una
buona insalata da casa, poi c'era chi si portava la schiscetta, chi
acquistava solo un panino o chi ordinava un trancio di pizza o un kebab,
chi si affidava alle macchinette degli uffici,
decise che avrebbe rimborsato il pranzo solo dietro presentazione delle
ricevute fiscali e non più con i ticket solitamente adottati dalle
aziende.
Dopo un primo momento di sconforto generale per le
spese pranzo che per buona parte dei dipendenti sarebbero state
difficili da quantificare, il gruppo di lavoro in cui c'era qualche
dipendente di questa società e che aveva a disposizione
l'auto per andare di tanto in tanto a mangiare in posti decisamente
migliori accolse con favore l'imposizione fatta vedendo che da contratto
il rimborso spese per il pranzo poteva arrivare a 25 Euro.
Con più frequenza quindi si andava in auto in
qualche ristorante, confortati dal rimborso delle spese pranzo che
sarebbe avvenuto da lì a fine mese, ordinando bibite supplementari e
piatti più deliziosi.
A fine mese alcuni dipendenti della società di
consulenza speranzosi di vedere i lauti pasti venir rimborsati
presentarono il conto, ma il responsabile sperando di riuscire a dare
una stretta alle già insufficienti coperture dei buoni pasti
rispetto al costo reale di un normale pranzo per persone che non si
preparano alla prova costume stupito rispose "no ma ragazzi così non si
fa" aggiungendo poi di voler rimborsare la spesa non eccedente il
controvalore del vecchio ticket.
"Ma noi questi soldi li abbiamo già spesi"
ribatterono preoccupati alcuni dipendenti della società "e non siamo
stati noi a voler eliminare il buono pasto".
La storia andò avanti per giorni, mentre
aumentavano le proteste sia di quelli che aspettano i rimborsi sia di
quelli che non vedevano più i buoni pasto come benefit aziendale.
La storia finì con il rimborso nella busta paga
successiva di tutti i succulenti pranzi sostenuti e venne ripristinato
il vecchio ticket con il tacito ringraziamento di tutti quelli che per
pranzo preferivano organizzarsi in altro modo. :DRingrazio l'autore di questa storia per aver condiviso col blog la sua esperienza
Piu' che i Buoni Pasto direi i Buoni Pasti. (un anonimo lettore)
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